Vero o falso?

Che i Nativi delle Americhe non erano nè sono esseri umani paragonabili al Popolo di Fede Ebraica o Nomade/Zingaro?Accade che  il 27 Gennaio di ogni anno si celebra la “Giornata della Memoria” per ricordare gli Ebrei deportati ed uccisi dal regime nazista(qui la storia è un pochino più articolata e l’affronteremo man mano), ma mai il Genocidio dei Nativi d’America; di merito risulta quantomeno incredibilmente sospetto..che al contrario altri e ben più vasti genocidi/etnocidi siano stati rimossi completamente dalla MEMORIA MONDIALE oppure e  peggio, giustificati in vario modo(sic!). Come se 120.000.000 di esseri umani chiamati Pellerossa e massacrati dai…pionieri nord/est europei(l’attuale EU) che chiameranno la Terra dei Nativi Pellerossa: STATI UNITI D’AMERICA(?..), ( oggi similmente la Palestina, che diventa man mano israele) quei 120.000.000, centoventimilioni  di uomini, donne, bambini, anziani,  non erano nè ancora sono da considerare UMANI  e quindi degni come minimo di una celebrazione in Loro ricordo.

Si…che se dovesse mai accadere, il Genocidio del Popolo di Fede Ebraica verrebbe per forza di cose a riposizionarsi magari al terzo o quarto posto, con tutti gli effetti che comporterebbe, ehh.. magari sortirebbero fuori nuove verità’..vere, su chi esattamente organizzò e perchè quello Sterminio di Esseri Umani appunto di Fede Ebraica e certamente non di meno il massacro ti tanti milioni di altri Esseri umani di altre Fedi(68. 047. 059) e senza poi considerare gli invalidi a vita, ma comunque pur sempre Esseri UMANI.

Nel contesto nessuna Memoria per gli Esseri Umani di..color nero.

La SCHIAVITU’ negli Stati Uniti d’America fu un istituto(sic!) previsto dalla allora vigente legislazione; legislazione creata da..esserini umanoidi di provenienza per lo più dal nord/est europeo d’allora, quell’istituto..della Schiavitù durò per ben oltre che un secolo ed ancora oggi negli Stati Uniti d’America si ritrovano situazioni in cui, vuoi i Neri che i Sud Americani vivono situazioni molto simili alla schiavitù di centocinquanta anni prima.

Da Wikipedia:

Un male necessario

Nel XIX secolo si sollevarono movimenti per la difesa della schiavitù, definendo tale pratica “un male necessario”sic!. I bianchi del tempo temevano che l’improvvisa liberazione degli schiavi sarebbe stata molto più dannosa per la società e per l’economia, piuttosto che il perseverare dello schiavismo. Nel 1820 Thomas Jefferson, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America, scrisse in una lettera a proposito della schiavitù che «Abbiamo preso il lupo per le orecchie, ma non possiamo né tenerlo né lasciarlo andare senza farci del male. Abbiamo la giustizia da una parte, e l’autoconservazione dall’altra».[100]

Robert Edward Lee scrisse nel 1856: «Sono pochi, penso, in questa epoca illuminata, quelli che non riconoscono che la schiavitù sia politicamente sbagliata. È inutile parlare dei suoi svantaggi. «Penso che sia peggio per i padroni piuttosto che per la razza di colore. Anche se le mie simpatie mentre scrivo questa lettera vanno a questi ultimi, (gli schiavi) compatisco molto di più quelli che non lo sono più. I neri sono immensamente migliori qui che in Africa, moralmente, fisicamente e socialmente. La dolorosa disciplina alla quale sono sottoposti è necessaria per la loro successiva istruzione come razza, e li preparerà, spero, per cose migliori. Quanto a lungo la loro servitù sia necessaria è qualcosa che solo la divina provvidenza può sapere».[101]

Alexis de Tocqueville nel suo La democrazia in America espresse anch’egli opposizione alla schiavitù, ma riteneva che una società multirazziale senza schiavismo fosse insostenibile, osservando che i pregiudizi nei confronti dei neri aumentavano di pari passo con la loro acquisizione di diritti civili, come accadeva nel nord del paese prima della guerra. Supponeva che le attitudini dei bianchi del sud, unite alla grande concentrazione di neri in quelle terre a causa delle maggiori importazioni di schiavi con le restrizioni che furono invece poste a nord, con il clima economico in forte crisi, poneva le due razze in una situazione di pericoloso stallo, deleterio per entrambi. Questo perché a dispetto della legge, che emancipava i neri, non poteva essere emancipato il sentire comune che il bianco fosse il padrone e il nero lo schiavo.[69]

Un bene positivo

Mentre i movimenti abolizionisti crescevano, le scuse per lo schiavismo diventarono molto deboli al sud; esse poi si trasformarono in giustificazioni di quello che secondo loro era un benefico sistema di controllo del lavoro. John Calhoun, in un famoso discorso al Senato del 1837, dichiarò che lo schiavismo «era anziché un male, un bene, un bene positivo». Calhoun supportava l’idea con le seguenti ragioni: in ogni società civilizzata c’è una parte di popolazione che vive dal lavoro di qualcun altro; l’apprendimento, la scienza e le arti sono costruite nel tempo libero; gli schiavi africani, trattati bene dai loro padroni e supportati da essi nella loro vecchiaia, sono dei lavoratori molto più efficienti di quelli liberi europei; e nel sistema di schiavi attriti tra datore di lavoro e lavoratore non esistono. Il vantaggio dello schiavismo in questi termini, concluse, «diventerà sempre più manifesto con il tempo, se lasciato indisturbato dalle interferenze esterne, quando lo Stato migliorerà in benessere e in numero».[102]

Altri che si discostarono dall’idea che lo schiavismo fosse un male necessario definendolo invece un bene furono James Henry Hammond e George Fitzhugh. Presentarono molti argomenti a sostegno delle loro tesi per difendere lo schiavismo.[103] Hummond, come Calhoun, pensava che lo schiavismo servisse per costruire la base della società. In un discorso al Senato del 4 marzo 1858 sviluppò la sua teoria affermando che «è una classe che bisogna avere, o non avreste una classe che si occupi di guidare il progresso, la civilizzazione e la raffinatezza». Hummond credeva che in ogni società ci doveva essere qualcuno che facesse tutti i lavori sporchi, perché senza di loro la società non avrebbe potuto progredire.[104] Disse anche che gli stessi lavoratori del nord erano comunque schiavi: «la differenza… è che i nostri schiavi sono assunti a vita e ben ricompensati, non c’è fame, non c’è accattonaggio, e neppure disoccupazione», mentre nel nord si era alla costante ricerca di un posto di lavoro.[105] Fitzhugh, come molti altri bianchi del tempo, supportava le sue idee con il razzismo, nel quale credeva fermamente, scrivendo che «il negro non è nient’altro che un bambino cresciuto, e come un bambino deve essere governato». Nel suo “La legge Universale dello Schiavismo” Fitzhugh scriveva inoltre che la schiavitù provvedeva a tutto il necessario per la vita degli schiavi, che non avrebbero potuto sopravvivere in un mondo libero perché pigri, e non potevano competere con l’intelligenza europea della razza bianca. Affermava che «gli schiavi negri del sud erano i più felici, e in un certo senso i più liberi, tra i popoli del mondo».[106]Senza il sud «lo schiavo sarebbe diventato un peso insopportabile per la società e la società ha il diritto di prevenirlo, e può farlo solo assoggettandolo nella schiavitù domestica».[107][108]

Oltre 12 milioni di Esseri Umani Africani furono deportati dall’Africa per arrivare nelle Americhe come schiavi e lì morirvi non come Esseri Umani, bensì peggio che animali. Ed anche per questa Umanità che ha permesso tanta ricchezza a tanti porci, non esiste nessuna MEMORIA!

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