Gli strumenti: investigazione con metodo antico quindi poi analisi e cartina tornasole.

Dialogare usando il metodo: “Di palo in frasca”, sì che il messaggio sia compreso da chi sa comprendere e comunque ne abbia voglia.

Tipo: ognuno ha diritto di vivere come meglio crede; il mondo è di tutti, ma non casa mia che già lo è stata per lungo tempo e che al massimo puo’ dare ancora ospitalità ad altri tre/quattro Esseri Umani, mentre chi ha più..camere e servizi  se ne fotte da sempre meschinamente; vorrei uscire dal club di truffatori chiamato UE e dall’euro infame, che succede allora? Giu’ l’apocalisse da sud a nord Italia, danni per miliardi eh..miliardi che qualcuno sarà obligato a chiedere in prestito ai soliti storici strozzini, per riparare quanto possibile, dice..: voglio uscire dalla EU e dal suo stramaledetto euro, si..ma quando? Aspetti altre catastrofi?!!!!

I comunisti, gli Inglesi, i Francesi, i Tedeschi ovvero l’attuale UE (Tralla,la,la..)  o America che dir si voglia, ricordi la seconda guerra mondiale? Dice: embeh..? No..così tanto per!

…Mara Cagol ed Alberto Franceschini capiranno chi era il loro referente ed inizieranno a nutrire sospetti anche su Corrado Simioni , giacchè era stato proprio lui a raccomandare Dotti ai brigatisti; si che la Cagol e Franceschini decidono quindi di troncare ogni rapporto con..l’Inglese (mica il cinese..), condannandolo addirittura a morte! Allora il Simioni ripara dove? In Francia eh.. dove altro, quindi tutti ad imparare le lingue: Hiperion!

Gli Inglesi, ma non solo Loro, ci controllano, sorvegliano, collaudano per mezzo di: giornali, radio, TV e tanti altri mezzi anche non convenzionali. Il fine? Uno solo per tutti: impossessarsi di tutto ciò che rappresenta il nostro Mediterraneo e l’Africa ed il Medio Oriente.

Di palo in frasca appunto:

ricordi anche cosa accadeva in Europa poco prima di Mussolini ed “Intorno..” a Mussolini? Secondo te è cambiato qualcosa tra quanto accade oggi?

Appunto di palo in frasca: assuefazione alle catastrofi.

Mosè, il famoso mago prestidigitatore, che con il solito aiutino dei nord/tedeschi e Danesi o che dir si voglia oggi: Inglesi, quel Mosè divise le acque del Mar Rosso in acque reflue ed acque dolci.. assicurando un passaggio “all’asciutto o quasi..” al Popolo Ebraico (ovvero di fede religiosa Ebraica, che non è ancora conosciuto di dove fossero venuti e quindi impossibile dar Loro una nazionalità, che oggi invece hanno fregato ai Palestinesi) in fuga dall’Egitto e ricercati dalle forze di polizia pare: in seguito ad un spesa proletaria fatta in diversi supermercati dell’epoca.

Ci si assuefà e si banalizzano/politicizzano persino gli stupri ormai all’ordine del giorno, così lo squartamento di esseri umani, si gettano Bimbi nelle fogne o nei bidoni della spazzatura, quando va meglio i Bimbi vengono dimenticati in auto e li lasciati morire. Ricordi che accadeva anche 40/50/60 anni fa…? Vogliamo parlare di stupri sull’ambiente, paesaggi e monumenti? Nooo..meglio lasciar correre!

Di palo in frasca: Cambiamenti climatici, de che’? Ti ricordi di aver mai visto una climatologia  che divide esattamente, ripetiamo esattamente a metà una Nazione, un’economia, un’agricoltura, un turismo  ed..un Popolo, tipo in Italia durante l’estate appena trascorsa, meteorologia naturale? Complotti, complottisti de chè?

I complottisti: si ma perché tutti si stanno facendo una..HAARP in casa, a cosa servono davvero?

Eh dai.. Come on, facciamo i pervertiti pure noi con gli inglesismi: fateci sapere un pizzichino di verità su HAARP, promettiamo che non ci incazziamo affatto, tutt’al piu’ ci prendiamo a martellate i coglioni da soli!

Venezia, acqua alta si mangia Basilica di San Marco. Ed il Mose..?

Il  Mose’.. dormiva!

Ehh.. Quel De Michelis ? Il ministro con i capelli più unti che la Repubblica ricordi e che, amante delle feste e della vita mondana, proprio dal Veneto arrivava eh.. quando ripartì lo beccarono con una valigetta piena di pezzi da centomila, mica di merdosi euri.

Lo scopo del progetto Mose era quello di proteggere(?) la laguna, le sue città, gli abitanti e l’inestimabile patrimonio storico, artistico e ambientale da tutte le acque alte, compresi gli eventi estremi, proprio come in questi giorni appena trascorsi e come si può vedere nella foto.

Dicono: 3 metri la marea massima che le paratoie possono fronteggiare, -ma de chè?!-

Sai quanto è costato il Mose..al Popolo Italiano partigiano e comunista?

Nel 1989 i costi preventivati erano pari a 3.200 miliardi di lire. Nel 2001 il costo stimato sale a 3.700 miliardi di lire. Nel 2003 sale a circa 7.000 miliardi di lire. Va considerato che il cantiere è stato aperto nel 2003, e quindi gli aumenti precedenti sono da riferirsi a rettifiche in fase progettuale. Nel 2002 vengono stanziati i primi finanziamenti: il Comitato interministeriale stanzia, per la realizzazione del progetto, 450 milioni di euro. Nel 2013 la somma messa a disposizione sale a 4.987 milioni di euro per la realizzazione dell’opera. Al 2014 il finanziamento risulta aumentato a 5.267 milioni (di cui 401 milioni con la Legge di stabilità 2014) e viene stimato un residuo di 226 milioni di euro per il completamento dell’opera. Alla data l’opera risulta completata al 90% per una spesa corrispondente di 5.493 milioni di euro. Quindi ad oggi il costo stimato per il completamento dell’opera è aumentato progressivamente, proprio come le pancie degli addetti a questa ennesima fregnaccia e relativa rapina.

Da Wikipedia:

Mose tutti i nomi degli arrestati nell’inchiesta di Venezia c’è anche una eurodeputata uscente.

Indagine per presunte tangenti e finanziamenti illeciti (2014)

Il 4 giugno 2014, nelle prime ore del mattino, un blitz delle Fiamme Gialle porta all’arresto di 35 persone tra imprenditori, manager, amministratori e politici coinvolti in un circolo di tangenti nell’ambito dei finanziamenti al progetto MOSE. I capi d’imputazione sono reati di natura finanziaria quali corruzione, concussione e finanziamento illecito. Tra gli arrestati figurano Renato Chisso, Assessore regionale alle Infrastrutture dal 2000 (PdL) accusato di corruzione per aver ricevuto uno stipendio fisso da 200-250 mila euro l’anno, lo stesso sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, accusato di finanziamento illecito di 450-550 mila euro per la sua campagna elettorale da Sindaco nel 2010 (PD, sebbene il partito abbia preso le distanze dichiarando che Orsoni non sia iscritto) e l’ex vicecomandante nazionale della Guardia di Finanza Emilio Spaziante, accusato di aver fornito dietro compenso ad altri indagati «informazioni riservate sulle indagini in corso e su alcune verifiche fiscali operate dalle Fiamme gialle sulle attività del Consorzio Nuova Venezia, sfruttando le sue conoscenze e il suo potere all’interno del corpo incassando 500 mila euro dal Consorzio.

La procura di Venezia formula anche una richiesta di arresto per l’ex Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, accusato di corruzione: avrebbe ricevuto oltre 1 milione di stipendio annuale anche una volta terminato l’incarico di Presidente di Regione dal Consorzio di Mazzacurati, lavori milionari per la ristrutturazione della sua villa di Cinto Eugano sempre da Baita oltre che ingenti somme di denaro, come per Chisso, trasferiti sempre dal capo della Maltauro Baitain conti a suoi prestanome nel Sud-est asiatico e San Marino, come confermato dalla sua ex segretaria particolare Minutillo. Arrestati anche il tesoriere e consigliere regionale del Pd veneto Giampiero Marchese e l’europarlamentare PdL Lia Sartori, ex vicepresidente della Giunta e presidente del Consiglio regionale del Veneto, accusati di finanziamento illecito per ottenere contributi per le loro campagne elettorali (coinvolti, senza essere indagati, per essere stati i procacciatori dei finanziamenti dal Consorzio Venezia Nuova per politici locali e a loro volta foraggiati per le loro: l’ex Presidente della Provincia di Venezia ed ex Responsabile PD Enti Locali e Organizzazione nelle Segreterie nazionali Bersani ed Epifani, il deputato Davide Zoggia, l’ex Presidente della Provincia di Belluno e consigliere regionale Pd Sergio Reolon, i quali in quanto ricandidati rispettivamente a Presidente della Provincia di Venezia e a Presidente della Provincia di Belluno nel 2009 avrebbero ricevuto 65 mila e 10 mila euro dal Consorzio per finanziarla e il deputato veneziano Pd Michele Mognato.

Per Orsoni, i 3 insieme a Marchese lo imposero a prendere il finanziamento dal Presidente del Consorzio Mazzacurati e dall’imprenditore Maltauro per la sua campagna a Sindaco della Laguna nel 2010). Il 4 luglio, viene arrestato anche l’ex deputato PdL e consigliere politico dell’ex Ministro dell’Economia dei Governi Berlusconi Giulio Tremonti accusato di aver incassato una tangente di 500 mila euro dal Consorzio per far sbloccare al CIPE i finanziamenti necessari per il Mose (tangente che poi Milanese avrebbe rigirato anche proprio all’ex Ministro Tremonti, non indagato). Indagato anche l’ex Ministro dell’Ambiente e delle Infrastrutture e dei Trasporti nei Governi Berlusconi Altero Matteoli che sarebbe entrato nel gioco di dazioni di denaro, in cambio di favori, costruito da Mazzacurati, concessionario del ministero delle Infrastrutture per la realizzazione dell’opera, accusato di aver condizionato l’assegnazione dei lavori con la creazione di fondi neri da destinare al finanziamento illecito.

Dalle carte inoltre emergerebbe anche il coinvolgimento dell’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta (PD) che avrebbe ricevuto 150 mila euro dal Consorzio per la candidatura a Segretario del Pd nelle primarie 2007 tramite la Fondazione Vedrò, dell’ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in tutti i Governi Berlusconi Gianni Letta che avrebbe chiesto al Consorzio di affidare appalti a persone da lui indicate come l’ex Ministro dei trasporti, sempre di un governo Berlusconi, Pietro Lunardi per 500 mila euro, dell’ex Ministro della P.A. del Governo Berlusconi IV e candidato Sindaco del centrodestra a Venezia nel 2010 Renato Brunetta che avrebbe ricevuto da Baita 50 mila euro per la campagna amministrativa a Sindaco, come per il competitor Orsoni, per accattivarsi entrambi e dell’ex Sindaco di Venezia Massimo Cacciari, ferreo oppositore del Mose, che chiese a Mazzacurati 300 mila euro per la sponsorizzazione del Venezia Calcio. Gli interessati hanno smentito il loro coinvolgimento nell’inchiesta dando mandato ai loro avvocati di tutelare la loro onorabilità. Tra gli arrestati numerosi imprenditori con appalti nel Mose, collaboratori e segretari personali dei politici coinvolti, funzionari regionali, magistrati delle acque che avrebbero dovuto sorvegliare sugli appalti venendo invece stipendiati con 400 mila dal Consorzio annualmente e persino un magistrato della Corte dei Conti per avere, anch’egli «compiuto atti contrari ai suoi doveri» ricevendo dal Consorzio tra i 400 e i 500 mila (che poi sarebbero divenuti 600 mila) l’anno per venire meno al suo ruolo di controllore.

Il giorno successivo, il 5 giugno, Orsoni viene sospeso dalla carica di sindaco dal prefetto Domenico Cuttaia, mentre Chisso rassegna le proprie dimissioni da assessore regionale con un telegramma.[37] Il 13 giugno 2014, dopo aver patteggiato 4 mesi (respinto dal GIP per la gravita delle contestazioni) e la revoca degli arresti domiciliari, Orsoni si dimette da sindaco di Venezia dopo essere stato sfiduciato sia dal PD nazionale che dai suoi consiglieri di maggioranza.[38] Il 10 luglio la Giunta per le Autorizzazioni della Camera dà il primo via libera all’arresto del deputato Galan, ex Governatore del Veneto.

Amministrazione Straordinaria del Consorzio Venezia Nuova (2014)

A dicembre 2014 l’Autorità Nazionale Anticorruzione ANAC, che opera per garantire trasparenza e correttezza nell’esecuzione delle opere pubbliche, ha proposto di adottare le misure per la straordinaria gestione del Consorzio Venezia Nuova. Il Prefetto di Roma, autorità competente, ha dunque proceduto alla nomina di tre Amministratori Straordinari, alfine di assicurare il proseguimento dei lavori e la conclusione dell’opera. L’amministrazione Straordinaria del Consorzio sta attuando il proprio compito di garanzia della corretta ultimazione del Mose per arrivare alla conclusione del sistema di difesa entro la data prevista del 2018. Nell’elenco figurano anche collaboratori dei politici, manager di aziende coinvolte, un ex magistrato delle acque e dirigenti di CnvQuesti i nomi delle persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta della Gdf sugli appalti del Mose di Venezia.
I provvedimenti della Procura hanno portato in carcere Giovanni Artico (collaboratore di Renato Chisso), Stefano Boscolo ‘Bacheto’, (titolare di una cooperativa di Chioggia specializzata in lavori subacquei), Gianfranco Contadin detto ‘Flavio’, Maria Teresa Brotto (ex amministratrice della società ingegneristica Thetis, ora nel consorzio Venezia Nuova), Enzo Casarin (capo della segreteria di Chisso), Gino Chiarini, Renato Chisso (assessore regionale alla mobilità e trasporti), Patrizio Cuccioletta (ex Magistrato alle Acque), Luigi Dal Borgo, Giuseppe Fasiol (funzionario regionale in Veneto Strade), Giancarlo Galan (parlamentare, richiesta di arresto alla Camera di appartenenza), Francesco Giordano, Vincenzo Manganaro, Manuele Marazzi, Giampietro Marchese (consigliere regionale del Pd), Alessandro Mazzi (presidente della Mazzi Scarl, con incarichi anche nel consorzio Venezia Nuova), Roberto Meneguzzo, Franco Morbiolo, Luciano Neri, Maria Giovanna Piva (ex Magistrato alle acque), Emilio Spaziante (generale in pensione della Gdf), Federico Sutto (dipendente del ‘Venezia Nuova’), Stefano Tomarelli (componente consiglio direttivo ‘Venezia Nuova’), Paolo Venuti. In febbraio era stato arrestato Piergiorgio Baita (presidente della Mantovani). Ai domiciliari sono stati posti invece Lino Brentan, Alessandro Cicero, Corrado Crialese, Nicola Falconi (direttore generale della Sitmar sub sc), Vittorio Giuseppone, Dario Lugato, Giorgio Orsoni (sindaco di Venezia), Andrea Rismondo (rappresentante legale della Selc sc), Amalia Sartori.

Il 4 giugno 2014, nell’ambito dell’inchiesta MOSE (coinvolti tra gli altri il Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni del Pd e l’ex Presidente del Veneto Giancarlo Galan di FI) è stata fatta richiesta al Parlamento Europeo della liberatoria necessaria al fine di condannare agli arresti domiciliari l’europarlamentare Amalia Sartori. Decaduta dalla sua carica e quindi persa l’immunità, viene messa agli arresti domiciliari il 2 luglio 2014 con l’accusa di finanziamento illecito ai partiti. [1]. È indagata per aver ricevuto 25 mila euro non dichiarati dal Consorzio Venezia Nuova, che foraggiava politici di destra e di sinistra, e da una impresa implicata negli affari per finanziare le sue campagne elettorali favorendo la stessa grazie ai suoi ruoli verticistici nella politica veneta come vicepresidente della regione, presidente del consiglio regionale ed europarlamentare del Veneto. Il 14 settembre 2017 è stata assolta nel merito, con formula piena. È stata prosciolta dall’accusa di finanziamento illecito perché il fatto non costituisce reato e perché non sussiste. (eurodeputata di Forza Italia, non rieletta alle recenti elezioni, richiesta d’arresto inviata all’europarlamento), Danilo Turato.

Dice Pierino la peste: “ Ehh.. basta con il giustizialismo!” Liberi tutti e subito, anzi riconosciamo loro qualcosa come risarcimento per i problemi avuti con la giustizia!

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